Le auto alimentate a GPL possono imbarcarsi sui TRAGHETTI? È una domanda che continua a generare dubbi, anche perché molte compagnie chiedono di dichiarare la presenza dell’impianto già durante la prenotazione. Da qui nasce l’idea, ancora piuttosto diffusa, che queste vetture siano soggette a particolari limitazioni. In realtà, la situazione è ben diversa.
Oggi NON ESISTE UN DIVIETO generale che impedisca l’imbarco delle auto a GPL: gli impianti di ultima generazione sono costruiti secondo normative rigorose e integrano diversi dispositivi di sicurezza; dalle elettrovalvole che interrompono automaticamente il flusso del gas quando il motore è spento, fino al limitatore di carica che arresta il rifornimento quando il serbatoio raggiunge circa l’80% della propria capacità. Soluzioni progettate per garantire il corretto funzionamento dell’impianto anche nelle condizioni più impegnative.
Perché, allora, alcune compagnie chiedono di DICHIARARE il GPL? La risposta non riguarda la sicurezza dell’impianto in sé, ma l’organizzazione delle PROCEDURE di BORDO: conoscere in anticipo il tipo di alimentazione dei veicoli presenti nel garage consente infatti all’equipaggio di applicare le procedure previste dal proprio piano di emergenza e di gestire correttamente le operazioni di imbarco.
È anche per questo motivo che le regole non sono identiche per tutti i vettori. Alcune compagnie richiedono semplicemente una dichiarazione al momento della prenotazione; altre possono prevedere indicazioni specifiche per l’imbarco o per il posizionamento del veicolo nel garage. Si tratta di procedure interne che possono VARIARE da compagnia a compagnia e che è sempre opportuno verificare prima della partenza.
Il consiglio, quindi, è molto semplice: prima di mettersi in viaggio è sufficiente CONSULTARE le condizioni di trasporto della compagnia scelta e seguire le indicazioni fornite durante la prenotazione. Bastano pochi minuti per evitare inconvenienti all’imbarco e partire con la certezza di essere in regola.




